Il nostro primo mese e mezzo

L’anno scorso abbiamo accettato la sfida lanciata dall’ex Opg Je so’ Pazzo di Napoli, partecipando alla nascita di Potere al Popolo! a Roma.

Lo abbiamo fatto perché pensiamo che le divisioni ereditate dal passato tra chi lotta o fa attività sociali, impegnandosi a migliorare il mondo nel proprio piccolo, e chi si occupa di politica istituzionale ed elettorale, sono una delle ragioni del peggioramento della vita e dell’imbarbarimento della politica nel nostro paese.

Queste divisioni per noi non hanno senso. Perché se non ci si immerge nei problemi reali, provando a risolverli direttamente, se non si sta nei posti di lavoro e nei quartieri, non solo la politica perde contatto con la realtà e diventa materia per carrieristi, ma non ha da sola la forza per imporre nessun cambiamento. Viceversa, se non si ha nessun impatto sulle leggi o sulle politiche delle istituzioni pubbliche, la migliore attività sociale resta schiacciata da una realtà esterna sui cui sono sempre gli altri ad avere l’ultima parola.

Abbiamo aperto la nostra prima Casa del Popolo a Roma a via di San Romano (Tiburtino) che è stata la sede centrale di Potere al Popolo! durante e subito dopo la campagna elettorale, e dove abbiamo avviato le nostre prime attività. Il 16 febbraio ci siamo trasferiti a via Sebastiano Satta, nel vicino quartiere di Casal Bruciato. In questo primo mese e mezzo a Casal Bruciato abbiamo provato a portare avanti entrambi gli interventi, quello sociale e quello politico, e a farli costantemente dialogare fra loro.

Sono iniziati subito i nostri sportelli sociali, totalmente gratuiti. Lo sportello per la giustizia sociale per trattare questioni di lavoro sia in termini di sostegno e accompagnamento nelle vertenze, che nelle informazioni sulla disoccupazione e le misure di politiche attive date dai vari uffici pubblici, e sostegno nell’orientamento al lavoro (come provare a cercare lavoro, i tipi di contratti e di lavoro, cosa c’è in giro ecc.). Tutto questo grazie al contributo di avvocati ed esperti del welfare e di orientamento al lavoro. Una delle prime cose che abbiamo fatto è stata aiutare gli aventi diritto ad accedere al nuovo reddito di cittadinanza: nonostante riteniamo questa misura insufficiente e con pesanti limiti, per chi è in una grave situazione economica è comunque importante accedervi.

Un altro intervento legato al reddito di cittadinanza è stato quello della nostra Comunità Professionale Popolare, con un corso di formazione per aspiranti navigator, che ha preparato gratuitamente chi era intenzionato a fare il concorso pubblico per ricoprire questo ruolo. Questa iniziativa ha destato l’attenzione dei media, che hanno notato come la nostra Comunità Professionale Popolare riuscisse ad essere gratuita ed al contempo altamente professionale, e siamo stati intervistati sia da La7, che da Repubblica e Rai News 24.

A proposito del legame tra piano sociale e piano politico di cui parlavamo all’inizio, queste attività attorno al tema del reddito sono state accompagnate da un nostro percorso di autoformazione, riflessione e discussione politica, scandito dalla discussione che abbiamo fatto all’assemblea della Casa del Popolo il 17 marzo e dall’incontro con il professore dell’Università di Brescia Giulio Palermo che faremo il prossimo 27 aprile.

Un’altra attività che ha incontrato le necessità delle disoccupate del quartiere è stato il corso di inglese, frequentato proprio da donne in cerca di lavoro. Lo sportello logopedia invece serve sia per avere una valutazione che per un primo trattamento logopedico, diretto sia alle persone che non sanno cosa fare per accedere al servizio sanitario nazionale (che da noi possono avere le informazioni necessarie), sia a chi ha già avuto una diagnosi ed avrebbe diritto ad un trattamento, ma per le lunghe liste d’attesa non l’ha ancora avuto (a loro viene dato, nell’attesa, un servizio temporaneo).

Per il miglioramento del quartiere non bastano le attività sociali: bisogna che le persone lottino per i propri diritti. La nostra Casa del Popolo si trova in un complesso di case popolari che hanno tanti problemi di manutenzione, e la zona circostante è poco curata dall’amministrazione pubblica, la raccolta dei rifiuti è discontinua come avviene in altri quartieri della città. Quello che pensiamo è che queste cose possono cambiare solo se ci si attiva e si pretende che l’amministrazione pubblica faccia il proprio dovere. Abbiamo formato un gruppo, di cui fanno parte anche abitanti del quartiere che ci sono venuti a conoscere in questi primi giorni, che si preoccupi di ottenere la manutenzione delle case e di fare qualcosa per il miglioramento del quartiere. Abbiamo iniziato con una pulizia dei giardini delle case popolari e della via lo scorso 7 aprile, e nuove iniziative sono in programma.

A fianco a queste attività abbiamo organizzato una serie di iniziative culturali, ricreative o finalizzate a divertirsi in compagnia. Sia per i più piccoli, come il teatro di burattini e le letture per bambini, sia per i più grandi, come le proiezioni di partite di calcio. Il 9 marzo abbiamo ospitato la rappresentazione di “Io obietto”, lo spettacolo teatrale scritto dalla nostra ex candidata Elisabetta Canitano, che racconta la terribile storia di una donna che viene lasciata morire da medici obiettori che si rifiutano di praticarle l’interruzione di gravidanza nonostante sappiano che sia in pericolo di vita. Nelle nostre intenzioni c’è quella di ripetere periodicamente spettacoli di “teatro popolare”, a prezzi simbolici che diano a tutti la possibilità di vederli (cosa che purtroppo spesso non avviene con gli spettacoli teatrali).

A queste iniziative variegate vogliamo periodicamente affiancare degli incontri che ci consentano di confrontarci ed informarci su temi politici di attualità, o approfondire questioni che riteniamo importanti. Il pomeriggio dedicato ad approfondire la situazione venezuelana, con l’incontro con Giuliano Granato, la mostra informativa che abbiamo prodotto e la proiezione di alcuni documentari, è stato il primo evento di questo tipo. L’esperienza venezuelana, tra ruolo del Governo e potere popolare, è stata un’altra occasione per riflettere sul rapporto tra azione politica ed attività sociale di cui abbiamo parlato all’inizio. Avrete capito che tenerli insieme è la nostra sfida, una sfida che abbiamo appena cominciato.